martedì 6 dicembre 2011

MASCHERA PURIFICANTE E RIVITALIZZANTE

Poi, come si fa per tutte le cose, ho iniziato dal principio. La pelle prima di essere trattata va pulita in profondità, quotidianamente e settimanalmente....allora perchè non usare le proprietà dell'argilla bianca per iniziare dalla base?
Ed ecco una maschera settimanale di pulizia profonda del viso, purificante e rivitalizzante per la pelle spenta e stanca, una bella sferzata di energia, sarà come fare le cosiddette "pulizie di primavera".


Ingredienti: 
(dose per 100 gr)

  • 50 gr  Argilla bianca (caolino polvere)
  • 25 gr  Acqua demineralizzata
  • 10 gr  Miele (fluido millefiori)
  •   6 gr  Glicerina

  •   4 gr  Olio di calendula (macerato di calendula in olio di girasole)
  •   2 gr  Biossido di titanio
  •   2 gr  Pantenolo-D (provitamina B5)
  •   1 gr  Proteine idrolizzate dell'avena (Avenolat)

  • 5 gocce di Olio Essenziale di Rosmarino
  • Colorante alimentare (liquido blu e giallo)
  • 20 gocce di Cosgard (conservante)


Procedimento:
1 - Munitevi di una bilancina di precisione, di un contenitore per miscelare gli ingredienti, una spatolina e dell'alcol per dolci 95% da spruzzare su tutti gli utensili che userete, dopo averli lavati accuratamente.

2- Pesate l'argilla in una ciotolina, intiepidite l'acqua nel microonde e scioglietevi il miele e la glicerina, versate il liquido sull'argilla e miscelate.

3- Unite l'olio di calendula, il biossido di titanio, il pantenolo e le proteine idrolizzate dell'avena. Aggiungete l'olio essenziale di rosmarino e il colorante alimentare (poche gocce di giallo e blu fanno un bel verdino spa). Infine  mettete il conservante e miscelate bene il composto rendendolo omogeneo.

4- Versate la maschera in un vasetto, lavato accuratamente e spruzzato di alcol per dolci, e conservate. Lasciate sempre "decantare" per 24 ore le vostre creme prima di utilizzarle. La dose di 100 gr, come da ricetta, è abbondante, se non volete usare il conservante fate un quarto di dose e usatela, la rimanente crema riponetela in frigorifero per una settimana.

La maschera si usa per pulire in profondità la pelle, una volta a settimana si stende sul viso, evitando la zona del contorno occhi e labbra e si lascia riposare per 15 minuti. Poi si risciacqua abbondantemente con acqua tiepida aiutandosi con una spugnetta morbida.
Gli ingredienti si trovano facilmente in erboristeria, in farmacia, oppure ordinandoli on-line (ad esempio Farmacia Vernile - ho messo il link) la bilancina di precisione ovunque a poco prezzo, l'alcol per dolci in enoteca o supermercato (ad esempio alcol Buongusto), l'acqua demineralizzata è quella che usiamo per il ferro da stiro e i vasetti riciclatevi da quelli di creme finite. Un'ultima cosa, lavorate sempre in condizioni igieniche impeccabili, mani e piano di lavoro puliti, attrezzature e contenitori sterilizzati. Anche se abbiamo messo il nostro conservante i batteri sono sempre in agguato.

L'argilla bianca: si comporta come una potente carta assorbente che toglie le tossine dall'epidermite e contemporaneamente cede sostanze minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L'azione meccanica superficiale che si esplica durante l'asportazione della maschera stessa, inoltre, consente l'eliminazione delle lamelle cornee superficiali e rende la pelle più chiara, sgrassata e pulita.

Il miele: ha multiproprietà, nutriente, umettante, rielasticizzante, emolliente, cicatrizzante, antimicrobico, un preziosissimo oro liquido.

La glicerina: umettante eudermico,  idratante (indispensabile nei preparati per non farli essiccare e dare maggiore spalmabilità)

Biossido di titanio: è una polvere bianca detta anche ossido di titanio, un pigmento, usato in questo caso per sbiancare la preparazione. (potete anche non metterlo)

L'Olio di calendula: la calendula è la pianta della pelle per eccellenza, rivitalizzante, tonica, decongestionante, lenitiva, emolliente.(sostituibile con un altro olio, compreso l'olio di oliva)

Il Pantenolo D: è la provitamina B5 in forma liquida, idratante e lenitivo. (potete anche non metterlo)

Le Proteine idrolizzate dell'avena: idratanti, protettive. (potete anche non metterlo)

L' Olio essenziale di rosmarino: stimolante cellulare. (si può sostituire con un altro olio essenziale che ha altre funzionalità sulla pelle)

Il Cosgard: è un conservante per la parte acquosa del preparato (potete anche non metterlo sostituendo l'acqua demineralizzanta con acqua di rose pronta che contiene già il suo conservante, oppure dividere la ricetta e fare 1/4 della dose conservando il tutto in frigorifero, da consumare in breve tempo, massimo 10 gg)


sabato 19 novembre 2011

SAPONE CIOCCOSPICY

Sapone Cioccospyce

Metodo "Tutto a freddo senza fuoco"
Ingredienti:

500 g  Olio di Oliva
250 g  Olio di Cocco
250 g  Olio di Girasole
150 g  Strutto
100 g  Olio di Riso (al nastro)

338 g  Acqua demineralizzata (riduzione acqua concentramento 33%)
167 g  Idrossido di Sodio (sconto 8%)

  20 g  Oli Essenziali (Mandarino, mirto, limone, rosmarino, cannella, vaniglia)
  15 g  Spezie (zenzero, cannella, caffè, chiodi di garofano)
           Cacao amaro in polvere q.b. (2 cucchiai)

8% surgrassato  33% concentrazione
72 Iodio / 130 INS / valori dalla durezza al condizionamento: 44-51-51-49-54

Procedimento:

1- Pesare gli oli e versarli nel contenitore dove andrete a frullare il sapone, lasciando da parte l'olio di riso da aggiungere al nastro.

2- Sciogliere a bagnomaria lo strutto e incorporarlo agli oli.


3- Versare la dose di acqua in un contenitore di vetro, unire la soda caustica e attendere che si sciolga.

4- In un bicchierino a parte mettere l'olio di riso e versare dentro ad una ad una le spezie e gli oli essenziali. Miscelare bene tutti gli ingredienti.

5- Mettere in un recipiente il cacao in polvere e aggiungere un cucchiaio di olio già pesato facendo sciogliere la polvere di cacao. Servirà a preparare una piccola dose di sapone al cioccolato per le guarnizioni.


5- Quando la soda diventa limpida e trasparente, versarla nel contenitore degli oli. Miscelare bene per far amalgamare le due soluzioni e azionare il frullatore ad immersione.

6- Al raggiungimento del nastro versare nel composto l'olio di riso addizionato di spezie e aromi  dando un' ultima frullatina per amalgamare bene il tutto.






7- Versare nello stampo la miscela di sapone lasciando da parte una piccola dose da amalgamare con l'olio al cacao. Sbattere lo stampo per far emergere eventuali bolle in sospensione e preparare la guarnizione al cioccolato.

8- Guarnire la superficie del sapone come vi ispira la fantasia. Con la miscela di sapone al cioccolato, in una siringa per dolci oppure una sach a posh, adornare la superfice del sapone.





9- Spolverare con glitter evanescente  e chiudere la superficie del contenitore con la pellicola trasparente in modo da mantenere il calore. Coprire con una copertina e lasciare che si formi il gel struttando il proprio calore.

10 - Dopo circa 24 ore, se il sapone si è solidifato, sfornare dallo stampo e tagliare, lasciandolo stagionare per 4 settimane in un luogo fresco e aereato.




Commenti personali:
La novità di questo sapone è il metodo "tutto a freddo senza fuoco" ossia,  senza scaldare gli oli e controllare le  temperature della soda e dei grassi. Un metodo veloce in tutti i sensi, sia nella preparazione che nell'asciugatura. La stagionatura resta la stessa, sempre un minimo di 4 settimana devo trascorre per far maturare il sapone. Il metodo tutto a freddo sfrutta il super calore della soda (che raggiunge i 100°) che miscelata ai grassi porta il composto di sapone a circa 45-50° , prontissimo per essere versato negli stampi.
Questo metodo non è adatto per i saponi elaborati come ad esempio i cupecake o le lavorazioni multicolor.



martedì 8 novembre 2011

CUPCAKE SOAPS GOLOSI

Unica AVVERTENZA?     NON mangiateli :))))

Cupkake soap alla panna

Cupcake soap alla frutta

Cupcake soap alla panna


Cupcake Soap alla vaniglia


Cupcake Soap al cioccolato

SAPONE MALVA E MIRTO


Sapone malva e mirto

Dose per 1000 gr
Ingredienti:

348 g  Strutto
155 g  Olio di Cocco
100 g  Olio di Soia
  67 g  Olio di Mandorle dolci

  92 g  Idrossido di sodio (Soda caustica)
238 g  Infuso di fiori di malva in acqua demineralizzata

1 cucchiaino di amido di mais
Colorante alimentare blu - rosso
10 ml Olio Essenziale di Mirto
Glitter iridescenti
Decorazioni di zucchero colorato

8% surgrassante  - 28% concentrazione
61 iodio - 151  INS (bellissimi questi valori!!)
Valori dalla durezza al condizionamento: 49-49-51-50-49

Procedimento:


1- Con la dose d'acqua  preparare un infuso di fiori di malva  e lasciare raffreddare

2- Pesare lo strutto e gli oli in un contenitore in pirex e far scioglire direttamente sul fuoco

3- Mettere l'infuso di malva in un altro recipiente e versare sopra la soda caustica

4- Attendere che le due soluzioni raggiungano la temperatura di 45° (o 50°)

5- Versare la soluzione di soda caustica negli oli e miscelare con il minipiner fino al raggiungimento del nastro.

6- Al nastro unire un cucchiaino di amido di mais, l'olio essenziale di mirto, il colorante blu e rosso per fare il viola, qualche fiore di malva tritato. Miscelare e versare in uno stampo in silicone.

7- Chiudere lo stampo con un foglio di pellicola trasparente e tenere in caldo per almeno 24 ore sotto ad una copertina.


SAPONE SOUVENIR D'ETE'


Sapone souvenir d'etè

Ingredienti:

1400 g  Olio di Oliva
  500 g  Olio di Palma grezza
    30 g  Burro di Cacao
    20 g  Burro di Mango
    10 g  Olio di Ricino

  589 g  Acqua demineralizzata
  253 g  Idrossido di Sodio (soda caustica)

2 cucchiaini di biossido di titanio
1 cucchiaino di amido di mais
30 ml fragranza Monoi
Glitter iridescente
Palline di zucchero argentate
Uno stampo in silicone quadrato

6% surgrassato (sconto soda) - Riduzione acqua  30% concentrazione
74 Iodio - 119 INS - valori dalla durezza al condizionamento: 49-41-45-43-49


Procedimento:

1- Versare gli oli in un contenitore pirex e scaldare sul fuoco.

2- Mettere la dose d'acqua in un recipiente e versare sopra la soda caustica.

3- Quando le due miscele raggiungono  la temperatura di 45-50° , versare la soda nell'olio, miscelare con una spatola e frullare con il minipiner.

4- Al raggiungimento del nastro aggiungere l'amido di masi e la fragranza.

5- Versare il sapone nello stampo in tre riprese in modo da formare tre stradi di colore, dal più scuro al più chiaro. Il primo strato sarà del colore naturale del sapone, poi aggiungete un  cucchiaino di biossido di titanio, mescolare finchè il composto schiarisce e versate nello stampo. Aggiungete un altro cucchiaino di biossido di titanio e rimescolate per sciarire ulteriormente il composto e versare l'ultimo strato nello stampo.

6- Con l'aiuto di un cucchiaio o una bacchettina di legno, smerigliate la superfice del sapone per renderla movimentata con un motivo di piccole onde. Cospargere il glitter iridescente e decorare con qualche pallina argentata di zucchero (quelle che si usano per i dolci).

7- Chiudere lo stampo con un foglio di pellica trasparente e mettere una copertina sopra per tenere il sapone al caldo almeno 24 ore. Togliere dallo stampo quando sentite che si è solidificato e tagliate a fette mettendolo a stagionare in luogo fresco e ventilato per  4-5 settimane.

Commenti personali: 
Questo sapone ricorda le calde giornate d'estate, i profumi e i colori. Un sapone profumato al Monoi che lascia la pelle morbida e profumata grazie all'olio d'oliva ma anche all'olio di palma grezzo. La palma grezza o red palm si differenzia dal raffinato per il suo aspetto e contenuto ricco di betacarotene e principi emollienti. Il colore del sapone è venuto di un giallo oro naturale ottenuto proprio dall'olio di palma rossa.

martedì 1 novembre 2011

LA PASSIONE PER I COSMETICI NATURALI

Ad un certo punto della vita, quando ti trovi inevitabilmente a percorrere la fase pensante,  inizi a formularti mille domande, di quelle che, dieci anni prima, non ti sarebbero passate neppure per l'anticamera del cervello.  Arriva per tutti il tempo delle domande, così come arriva il tempo delle mele, a volte in quel tempo ci sei dentro inconsapevolmente, ma ci sei, e quando arriva è ora di darsi o cercare risposte sostenibili.

Andare in ufficio con gli occhi rossi e le palpebre gonfie, dopo aver dormito serenamente otto ore, non era per me motivo di vanto. Non ci avrebbe creduto nessuno se avessi raccontato la storia di aver passato la notte per i locali di Roma, bevuto come una spugna e in compagnia fino all'alba con il cugino di Rocco S. Mi bruciavano gli occhi, punto e basta. Non sono allergica a nulla, non ho nessuna intolleranza, eppure ogni tanto avevo la pelle irritata e le labbra secche. Che mi sta succedendo? Sarà scaduta la garanzia del primo trentennio? 

La prima cosa che feci fu acquistare due creme anallergiche per la cura del viso da un'azienda italiana che produce prodotti naturali con le proprie risorse. Crema viso e contorno occhi alla rosa mosqueta e per completare il tutto olio di argan per la sera. Ma il problema era sempre li, davanti allo specchio...la mia pelle rifiutava categoricamente gli estranei che la invadevano. Nuovamente orientata a trovare una soluzione acquistai in un sito on line altre due creme e questa volta senza coloranti e profumazioni aggiunte...finalmente, era proprio quello che cercavo. Ma nel giro di due giorni capii di non avere ancora risolto il problema, era troppo densa, lasciava una scia bianca da maschera Geisha e dovevo svegliarmi mezz'ora prima per spalmarla e farla assorbire per bene...no e no....così non va.....era ora di farmi la domanda giusta: Cosa c'è dentro a queste creme che io non sò? 

Purtroppo di cose ce ne sono tante, alcune utili soltanto per la commercializzazione del prodotto, altre  inutili  che stanno li solo per far massa, altre ancora servono solo per dare una nota di "poesia" perchè se ne vede solo l'ombra. Ricordando oggi quel periodo sorrido, mi vedo ancora quando cercavo ovunque gli INCI dei prodotti cosmetici e mi scervellavo a capire cosa, come e perchè.  Sorrido meno se invece ripenso a quanti soldi ho speso per cose che non sono servite a nulla....ma che saggiamente la mia pelle rifiutava ribellandosi.  L'estate scorsa passai un paio di settimane a cercare nei maggiori siti italiani, francesi e tedeschi, qualsiasi cosa avesse potuto illuminarmi e aiutarmi ad autoprodurre una crema personalizzata. Ho talmente perseverato che alla fine della mia ricerca trovai un chimico tedesco cosmetologo che spiegava con tanta semplicità anche le cose più impensate fino ad allora. Mi si aprì un mondo tutto nuovo. Scoprii come fare in casa una crema e da quel giorno non ho più smesso. Il punto di partenza fu capire determinate formule chimiche, le basi dell'emulsione, la combinazione tra i vari eccipienti e il metodo più  eco-bio per produrre e conservare i miei manufatti. 

Finalmente la grande soddisfazione! Avevo fatto la mia prima crema, ma cosa più importante avevo trovato la risposta giusta. Una crema che mi calzava a pennello come un guanto cucito su misura, era viva di principi attivi per la pelle e non mi procurava reazioni sulle palpebre o la tipica secchezza cutanea da irritazione.  
Non è difficile autoprodurre cosmetici, ma non è neppure facile, con un pizzico di passione e motivati a creare "spignattando" tra i vari ingredienti si può fare tutto: dalla crema per il viso, il contorno occhi, il corpo, bagnoschiuma, shampoo, rossetti, fondotinta, ombretti, profumi, deodoranti.....e quant'altro, tutto naturale, tutto personalizzato in base alle proprie esigenze, tutto che costa poco (solo il minimo indispensabile per le materie prime) e per chiudere in bellezza che non "irrita" ne il nostro organismo ne il nostro pianeta. 

domenica 30 ottobre 2011

COME FARE IL SAPONE: 3° parte

LA SCELTA DEI GRASSI
La combinazione dei grassi va formulata tenendo conto del bilanciamento dei grassi saturi  (che danno compattezza e resistenza al sapone) con i grassi insaturi (che conferiscono al sapone elasticità e morbidezza al tatto). Una formula bilanciata produce un sapone ricco e piacevole, quindi unite più grassi tra di loro per fortificare la miscela e darle corpo. L'unico grasso (monoinsaturo) che rende magnificamente bene anche usato da solo è l'olio di oliva (il mitico sapone di marsiglia).
Grassi saturi: Olio di cocco, olio di palma, burri, strutto, olio di arachide
Grassi monoinsaturi: Olio di oliva, olio di nocciole, olio di mandorle
Grassi insaturi: Olio di soia, olio di mais, olio di girasole, olio di sesamo
A fine pagina troverete la tabella dei valori e i calcolatori automatici.

CALCOLARE LA SODA
Ogni tipo di grasso ha il suo coefficiente di saponificazione, un valore che serve per calcolare quanta soda caustica serve per saponificare quel determinato grasso. La soda si calcola moltiplicando il coefficiente di saponificazione (NaOH soda) per il peso del grasso scelto (espresso in grammi).  Quando utilizzate più grassi dovete calcolare il peso della soda  per il peso di ogni grasso e sommare i risultati per ottenere il totale della soda da usare nella ricetta. Per i saponi fatti in casa solitamente si applica lo "sconto della soda", ossia diminuire il quantitativo di soda dal 3% all' 8% in modo da rendere il sapone più dolce sulla pelle.
Per calcolare quanta soda dobbiamo utilizzare per fare il nostro sapone è semplice, basta prendere carta e penna e fare due conti prima di preparare le dosi.

Facciamo insieme un esercizio di calcolo della soda :
Ipotizziamo di aver deciso di fare il nostro sapone con un solo olio, precisamente 500 gr di olio di oliva.
La prima cosa da fare è moltiplicare il peso dell'olio per il valore del coefficiente di saponificazione corrispettivo:

500 gr (peso dell'olio) moltiplicato per 0,135 (coefficiente di saponificazione dell'olio d'oliva)
Il risultato 67,5 è il quantitativo espresso in grammi di soda necessaria per saponificare 500 gr di olio d’oliva.
Esempio: 500 x 0,135 = 67,5 (arrotondato a 67)

Facciamo insieme un esercizio di sconto della soda :
Abbiamo visto che ci servono 67 gr di soda per  500 gr di olio di oliva .
Ora decidiamo di applicare uno sconto del  5%  al quantitativo della soda (ossia usare  5% di soda in meno rispetto al quantitativo ottenuto), quindi dobbiamo sottrarre questa percentuale .

67 gr (quantità di soda ottenuta) moltiplicato per 95 (100 – 5 = 95) e diviso per 100, darà il quantitativo di soda scontata da utilizzare per la nostra ricetta.
Esempio: 67 x 95 : 100 = 63, 65 (arrotondato a 64)  

Per modificare la percentuale da scontare basta sottrarre a 100 la percentuale scelta e ottenere il numero per moltiplicare la soda in sconto ( 6%  -----> 100 – 6 = 94 ) 


CALCOLARE L'ACQUA
La soda, per essere veicolata nei grassi, va sciolta nell'acqua o un liquido a piacere. Usate possibilmente acqua demineralizzata. La dose d'acqua per il metodo a freddo si calcola in un terzo del peso dei grassi. La stessa cosa vale per il metodo a caldo, solo che in quest'ultimo caso aggiungiamo il  25 per cento in più su un terzo di acqua calcolata.

Facciamo insieme un esercizio di calcolo dell'acqua:
Abbiamo deciso di  saponificare con il metodo a freddo usando 500 gr di grassi, per sciogliere la soda abbiamo bisogno di  1/3 d'acqua calcolato sul peso totale dei grassi.

500 gr (peso dei grassi) moltiplicato per 0,33 (arrotondato a 0,3 )
Esempio: 500 x 0,30 = 150 gr (acqua o liquido a piacere per sciogliere la soda)

Come dicevo prima, nel metodo a caldo dobbiamo aggiungere al quantitativo d'acqua ottenuto il 25% in più.
150 gr (1/3 di acqua calcolato sul totale dei grassi) + 37,5 (il 25% in più) = 187,5 gr
Esempio: 150 x 25 : 100 = 37,5 (percentuale d'acqua in più da aggiungere con il metodo a caldo) 150 + 37,5 = 187,5 gr (arrotondato a 187)

TABELLA DEI VALORI DI SAPONIFICAZIONE
I valori della tabella di saponificazione sono importanti per fare i calcoli della soda dello, dello iodio e per visualizzare le caratteristiche finali di un sapone.
Il primo valore della tabella è il coefficiente di saponificazione: NaOH (è il simbolo chimico dell'idrossido di sodio-soda caustica).
Il secondo valore è l'indice di Iodio, ossia la misura d'insaturazione di un grasso. Questo valore ci permette di determinare e predire la tendenza all'irrancichimento del sapone, più è basso meno tende a deteriorarsi.
Il terzo valore INS determina la compatibilità del grasso usato con il sapone. E' misurato in funzione al valore del coefficiente di saponificazione e lo iodio. Un sapone con qualità fisiche e durezza adeguate, deve aggirarsi intorno a 160 di Ins. Ma ritengo che al di la di questo valore, è più importante concentrarsi sul risultato finale. La chiave di tutto è combinare i valori desiderati con altri valori opposti per compensare ed equilibrare il composto.

TABELLA COEFFICIENTI DI SAPONIFICAZIONE

Grassi
NaOH (soda)
Iodio
INS
Olio di Avocado
0,133
86
99
Olio di Mandorle Dolci
0,139
99
97
Olio di Borragine
0,135
145
45
Olio di Enotera
0,136


Olio di Cocco
0,183
10
258
Olio di  Germe di grano
0,130
128
58
Olio di Riso 
0,129


Olio di Girasole
0,135
133
63
Olio di Arachidi
0,136


Olio di Mais
0,137
117
69
Olio di Oliva
0,135
82
109
Olio di Palma
0,142
53
145
Olio di Ricino
0,128
86
95
Olio di  Semi
0,135
100
87
Olio di Vinaccioli
0,129
131
66
Olio di Sesamo
0,134
110
81
Olio di Soia
0,136
131
61
Acido stearico
0,141
2
196
Olio di Jojoba
0,059


Cera d’api vergine
0,067
10
84
Stearina
0,149
2
208
Burro di Cacao
0,138
37
157
Strutto
0,141
57
139
Burro di Karité
0,128
59
116


CALCOLATORI AUTOMATICI:

sabato 29 ottobre 2011

SAPONE AL LATTE D'AVENA


Sapone al latte d'Avena


Ingredienti per 950 gr di sapone: 

350 gr  Olio di Oliva
110 gr  Olio di Cocco
  80 gr  Olio di Mandorle dolci
  80 gr  Strutto

  82 gr  Idrossido di sodio (soda caustica)
212 gr  Acqua demineralizzata (infuso di fiocchi di Avena)
3 cucchiaini di fiocchi di Avena tritati

Un contenitore vuoto di latte da un litro, da usare come stampo


8% sconto soda -  28% concentrazione acqua
68 iodio – 138 INS
valori dalla durezza al condizionamento: 47-50-45-51-49

Procedimento:

1- Preparare l'infuso di Avena mettendo in un pentolino acqua demineralizzata con 3 cucchiai di fiocchi di avena. Cuocere e lasciare raffreddare.

2- In un contenitore di vetro Pirex pesare gli oli e scaldare sul fuoco.

3- Filtrare l'infuso di Avena e mettere il liquido in un altro contenitore. Versare sopra le scaglie di soda.

4- Portare a temperatura 45° (50°) le due soluzioni e quando sono pronte versare la miscela di soda nel contenitore con gli oli. Frullare con il minipiner fino al raggiungimento del nastro.

5- Unire i fiocchi di avena triturati e versare nello stampo.

6- Per questi saponi ho usato una contenitore del latte vuoto (di forma cilindrica) tagliando la parte superiore. In posizione verticale, ho versato il sapone dentro e ho chiuso la superficie con un foglio di carta  cellofan.

7- Avvolgere il contenitore in una coperta per mantenere il calore affinchè si formi il gel. Attendere 24 ore che solidifichi, prima di togliere il sapone dallo stampo.

Commenti personali:
La formula di questo sapone è veramente delicata, non contiene coloranti ne profumi, solo ingredienti naturali. L'avena ha molteplici caratteristiche, benefiche per la nostra pelle e il nostro organismo. E' idratante, emolliente, protettiva, lenitiva, le pelli secche e arrossate ne traggono beneficio.

SAPONE COCCO E MANDARINO


Sapone Cocco e Mandarino
Ingredienti per 600 g di sapone:

189 g  Strutto
  90 g  Olio di Cocco
  64 g  Olio di Soia
  50 g  Olio di Mandorle dolci

  55 g  Idrossido di sodio (Soda caustica)
142 g  Latte di Cocco
Olio essenziale di  Mandarino
1 cucchiaino di amido di mais
Colorante rosso e giallo
1 stampo in silicone da 10 formine ovali

8% surgrassante (sconto soda) - 28% concentrazione
64 iodio - 147  INS
valori dalla durezza al condizionamento: 49-50-50-50-50 (la mia quasi perfezione!!)

Procedimento:


1- Congelare il latte di cocco e tirarlo fuori dal frizer dieci minuti prima dell'uso. Ridurlo a granita.

2- Versare sul latte congelato 3/4 della dose di soda caustica e lasciarla sciogliere. Quando la miscela si è amalgamata e sciolta, unire la restante soda.

3- Nel mentre versare i  grassi in un recipiente in pirex e scaldare sul fuoco

3- Attendere che le due miscele scendano alla temperatura di 45° ( o 50°) e versare la soluzione di soda nella fase dei grassi.  Frullare con il minipiner fino al raggiungimento del nastro (fantastico nastro!)

4- Versare negli stampi metà dose di sapone al cocco. Nel'altra metà  aggiungere l'olio essenziale di mandarino, l'amido di mais e il colore giallo e rosso (formando l'arancione). Dare un' ultima emulsionata e versare nello stampino fino all'orlo.

5- Coprire lo stampo con un foglio di cellophan e tenere al caldo per 48 ore (sotto una copertina) affinchè si formi il gel e si solidifichi.

6- Togliere i saponi dagli stampi e lasciare a stagionare in un luogo fresco e ventilato per circa 4 settimane.

Commenti personali: 
Gli stampi in silicone sono perfetti per sfornare saponi, lasciano la superficie liscia e si puliscono facilmente senza dover usare un rivestimento di carta forno o cellophan. Questa ricetta mi ha soddisfatto tantissimo, la formulazione è la mia "quasi" perfezione nella formulazione ed stato meraviglioso lavorarlo, sia per la consistenza che per il profumo che emanava. Il latte in generale, di origine animale o vegetale, e gli alcolici come birra o mosto, vanno sempre congelati e ridotti a granitina (grattandoli con una forchetta) prima di aggiungere la soda caustica, altrimenti il calore che la soda andrà ad alzare per reazione chimica si sommerà all'alta conducibilità del liquido in questione sobbollendo esageratamente nel contenitore (come il latte quando straborda dal pentolino se lo dimentichiamo sul fuoco).

lunedì 24 ottobre 2011

COME FARE IL SAPONE: 2 parte

Siete pronti per fare il vostro primo sapone? ...Sì...allora iniziamo subito

SCEGLIERE UNA RICETTA SEMPLICE e preparate gli ingredienti. Facciamo insieme il sapone all'olio di oliva, il classico e intramontabile "sapone di Marsiglia". Ho usato questa base per fare il sapone tutta  lavanda. Cosa serve: olio di oliva (no extravergine), soda caustica in scaglie o in perle vanno bene entrambi, acqua demineralizzata (quella che usiamo per il ferro da stiro), una pentola d'acciaio per scaldare l'olio (che poi non userete più per cucinare), un contenitore di vetro per sciogliere la soda nell'acqua, un cucchiaio di legno, una bilancia digitale, un termometro per liquidi fino a 100°, un frullatore ad immersione (tipo minipiner), carta per proteggere il piano di lavoro, guanti di plastica resistente, mascherina, occhiali per proteggere voi stesse e uno stampo in silicone rettangolare (o altra forma, tipo formine se lo trovate).

CALCOLARE LA GIUSTA DOSE DI SAPONE, necessaria per il vostro stampo è semplice. Ecco la formula per  calcolare quanto olio vi serve per poter riempire la dimensione dello stampo scelto. Con il centimetro, o un righello, prendete le misure dell stampo: 
altezza x larghezza x profondità x 0,40 = grammi di olio necessario nella vostra ricetta di sapone.

PREPARARE IL PIANO DI LAVORO proteggendolo con della carta, indossate i guanti e le protezioni, disponete sul tavolo tutti gli ingredienti e l'attrezzatura. Pesate l'olio e mettetelo nella pentola. Pesate l'acqua e mettetela nel contenitore di vetro. Pesate la soda caustica in un bicchierino di plastica e versatela nel contenitore di vetro con l'acqua, facendo attenzione a non schizzarla dentro. Girate la miscela con il cucchiaio di legno e lasciate che si sciolga mettendola da parte (io la metto sul terrazzino, in attesa che scenda alla temperatura desiderata, in modo da non esalare i fumi tossici che evapora). Nel frattempo posizionate la pentola sul fuoco e fate sciogliere/scaldare l'olio.

CON IL TERMOMETRO MISURATE LA TEMPERATURA delle due soluzioni (olio e soda) pulendolo ogni volta che passate da un liquido all'altro (meglio se avete due termometri). La soda sarà bollentissima e misurerà oltre 90° lasciate che scenda alla temperatura di 45°-50° . Calcolate i tempi e se l'olio scende sotto i 40° avete la possibilità di riscaldarlo di nuovo mentre la soda NO, non va mai scaldata. L'attesa è di circa 15/20 minuti affinchè i due liquidi raggiungano la medesima temperatura.

PREPARATE IL FRULLATORE e mettetevi in posizione, siamo pronte ad emulsionare: versate lentamente la soluzione di soda nell'olio, immergete il minipiner e con molta cautela (evitando di schizzare) mettetelo in moto. Il composto inizierà a miscelarsi e ad emulsionarsi (diventa più chiaro, come una crema) e lo sentirete addensare sempre di più. Sollevate il frullare e provate se avete la traccia. Lasciate colare in superficie il composto che rimarrà sospeso pochi secondi prima di affondare nella miscela. Avete raggiunto il NASTRO. A questo punto si può unire un colore, un profumo, un additivo a piacere per guarnire il sapone e poi colare nello stampo. Mettiamo qualche goccia di olio essenziale di lavanda (almeno un cucchiaino altrimenti il profumo verrà soffocato dalla soda) aggiungiamo un cucchiaino di amido di mais per fissare il fissare il profumo e mescoliamo (o un colpetto di frullatore) per amalgamare bene il tutto. Se volete colorarlo aggiungetelo e mescolate per arrivare alla tonalità desiderata (la soda soffoca il colore, siate generosi, senza esagerare). 

POSIZIONATE LO STAMPO sul tavolo, quelli in silicone sono i più semplici da usare perchè il sapone si sforna liscio liscio e non lascia aloni. Se usate altri stampi (in legno o in plastica) è bene che li foderiate di carta forno o pellicola trasparente. Versate ora il composto nello stampo e poi battetelo delicatamente sul tavolo per far emergere eventuali bolle d'aria. Coprite lo stampo con un pellicola trasparente (fate un bel coperchio salvacalore) avvolgetelo con una copertina (per mantenerlo al caldo) e dimenticatevelo per almeno 24 ore. Di solito metto sotto allo stampo un tagliere di legno e lascio il mio bel sapone a solidificare in un luogo tranquillo senza toccarlo. Immagino che anche voi sarete curiosi di vedere cosa succede sotto la coperta, ma fatevi passare la curiosità, il composto deve stare al caldo per passare alla fase del gel, senza subire sbalzi di temperatura (la temperatura si alzerà di alcuni gradi e il vostro sapone diventerà un gel, dopo inizierà a solidificarsi raffreddandosi lentamente). 

LASCIATE TRASCORRE  24 ORE (minimo, perchè alcuni saponi burrosi richiedono anche 48 ore) andate a vedere il vostro sapone ed eventualmente toglietelo dallo stampo. Questo momento è una poesia di emozioni, almeno per me, ogni volta fremo per vedere cosa ho fatto, usate sempre i guanti per maneggiare il sapone perchè ancora è soda attiva. Se lo sentite duro al tatto toglietelo dallo stampo, tagliatelo, adagiatelo su un vassoio e mettetelo in un luogo asciutto e areato a stagionare (maturazione del sapone). Il sapone deve ancora innescare il processo di saponificazione, la stagionatura di circa 3 settimane è necessarie per quest'ultimo motivo, non dimentichiamo che stiamo usando il metodo a freddo. Il sapone è come il vino, più si lascia stagionare, più migliora le sue caratteristiche. In questo caso un sapone con base di olio di oliva dovete lasciarlo stagionare per almeno 4-6 settimane. 
Buon sapone a tutti e.......fatemi sapere come vi è venuto!!!

domenica 23 ottobre 2011

COME FARE IL SAPONE: 1 parte

Per creare qualcosa ci vuole innanzitutto tanta passione, entusiasmo e pazienza....una buona dose di motivazione, curiosità e consapevolezza. 

Il sapone ha le sue regole quindi dedico poche righe di note cautelative che dovrete prendere in considerazione prima di iniziare la produzione, visto che andrete a maneggiare sostanze che possono provocare ustioni. Ma non spaventatevi, il procedimento all'atto pratico è più semplice di quel che pensate. Nella preparazione del sapone lavoreremo due elementi: i grassi (che sono degli acidi dal punto di vista chimico) e una base alcalina sciolta in acqua (idrossido di sodio, conosciuto come soda caustica). La reazione chimica di questi due elementi, uniti tra di loro, provoca il processo di saponificazione.


PRIMA DI INIZIARE

Le precauzioni da seguire sono rivolte in particolar modo alla soda caustica, sostanza come dice il suo nome caustica e tossica, che a contatto con la pelle o gli occhi può causare ustioni:

- Tenete il barattolo della soda sempre chiuso e lontano dalla portata dei bambini

- Usate, guanti di plastica, una mascherina e occhiali di protezione quando maneggiate le scaglie di soda caustica e la miscela di grassi e soda. 

- Proteggete la zona di lavoro mentre fate il sapone, evitate di inalare le esalazioni e tenete l'ambiante ben aerato. 
- Versate la soda caustica nel liquido per farla sciogliere e MAI IL CONTRARIO, altrimenti la reazione chimica provocherà un esplosione di schizzi pericolosi. 
- In caso di contatto con la soda, neutralizzate gli effetti reattivi con dell'aceto, che terrete sempre a portata di mano. 
- Usate contenitori e attrezzi che poi non verranno più destinati all'uso alimentare, ma che userete solo per fare il sapone. 

I GRASSI
Possono essere oli o grassi di origine animale o vegetale. Ognuno ha le sue proprietà e conferiscono al sapone la propria caratteristica. I principali oli usati dai mastri saponieri sono, olio di oliva (l'olio per eccellenza per le sue qualità simili al sebo umano), l'olio di cocco (per conferire al sapone una bella schiuma). Lo strutto, olio di palma, olio di soia, olio di girasole,  che potrete scegliere e utilizzare nelle ricette in base alle loro proprietà.

LA BASE ALCALINA
Viste le precauzioni da prendere abbiamo capito che è un elemento ustionante e va trattata con le giuste attenzioni, nonchè dosata nella giusta quantità. La soda caustica in scaglie o in perle si trova facilmente dal ferramenta oppure al supermercato (non confondetevi con la soda in polvere per pulire casa). Per ogni tipo di olio esiste un indice di saponificazione e per i saponi fatti in casa, solitamente, la relativa percentuale di soda viene diminuita dal 3% al 6% (detto anche "sconto della soda") per evitare di mettere una quantità eccessiva e rendere il sapone caustico per la pelle. La soda versata nel liquido (acqua demineralizzata o altro liquido) crea una reazione e ne fa aumentare la temperatura che supera i 90° gradi ed esala fumi tossici da non inalare.  

ADDITIVI
Sono facoltativi e vengono aggiunti per personalizzare il sapone in base ai propri gusti. 
I coloranti, le profumazioni, additivi vari, si scelgono in base a ciò che volete realizzare ed il suo utilizzo. Il sapone fatto in casa si può colorare con coloranti alimentari, terre cosmetiche,  spezie come il curry, il cacao, la cannella. Potete profumare con fragranze cosmetiche oppure oli essenziali, infusi di erbe e per fissare il profumo aggiungere cucchiaino di amido di riso.  Se aggiungete argilla, crusca tritata, creerete un effetto esfoliante. Al posto dell'acqua potete usare latte vaccino o vegetale, succo di frutta o di verdura, infusi, ma tenete conto che il latte e le sostanze a base alcolica con il calore alzano la temperatura al massimo sobbollendo più dell'acqua, quindi prima di usare latte o alcol mettete il liquido nel congelatore e utilizzatelo come una granita. La soda smorza il suo calore e non aumenta più del dovuto.  

METODO  A FREDDO  O  A  CALDO
Per fare il sapone in casa potete usare due metodi: a freddo o a caldo.
Sono validi entrambi ma personalmente preferisco il metodo a freddo, un processo più lungo, anche se dal nome ci potremmo aspettare il contrario.   
Lavorare con il metodo a freddo significa portare le due fasi, i grassi e la soluzione di soda, ad una temperatura intorno ai 45°-50° gradi, unirle e utilizzare lo stesso calore di reazione in modo da formare il gel, lasciando stagionare per circa tre settimane affinchè si inneschi la saponificazione. Con il metodo a freddo prima di due settimane il sapone non si può utilizzare. 
Con il metodo a caldo l'innesco della saponificazione avviene con il calore che procuriamo mantenendo la miscela intorno agli 80° gradi. E' meno laborioso (dipende dai punti di vista) e dopo essersi solidificato nello stampo è pronto per l'uso nel giro di due/tre giorni, ma la sua consistenza è meno fluida e meno malleabile rispetto al metodo a freddo. 

IL NASTRO
Il momento tanto atteso mentre si fa il sapone è la traccia detta anche "nastro". Dopo aver unito le due soluzioni (grassi e soda) si frulla il composto che inizia ad emulsionarsi (la miscela cambia colore schiarendosi, tipo crema pasticcera) diventando sempre più cremoso. Sollevando il frullatore e facendo colare un pò di miscela vedrete che resta in superficie e tende ad affondare dopo pochi secondi. Avete raggiunto il nastro. A questo punto potete unire tutto ciò che è termolabile e gli additivi desiderati: oli essenziali, burri, fragranze, colori, erbe secche, nutrienti etc.


IL GEL

E' la reazione chimica della saponificazione che trasformerà il sapone in una massa lucida e gelatinosa. La fase del gel avviene con il calore che procuriamo durante il metodo a caldo (nella pentola sul fuoco) o che manteniamo nel metodo a freddo (in un contenitore chiuso e avvolto da una coperta).  Non sbirciate sotto la coperta per non interrompere il processo, i saponi che non vanno in gel maturano in più tempo e possono essere aggressivi per la pelle. 

ATTREZZATURA
La bilancia dovete averla per forza, così come il termometro per i liquidi, di quelli che misurano almeno fino a 100° gradi centigradi. Procuratevi contenitori di plastica o di vetro per miscelare il sapone. Mescoli di legno e stampi in silicone (i miei preferiti), legno, plastica, cartoni del latte riciclati.  Un frullatore ad immersione non deve mancare nella vostra attrezzatura. Non colate mai il sapone in stampi con patina antiaderente o in alluminio, in tal caso foderateli con carta forno o cellophan.  

RICETTE
Decidete innanzitutto cosa volete fare  e poi dedicate qualche minuto alla formulazione della ricetta, scegliendo i grassi che preferite utilizzare calcolando la rispettiva soda. A breve vi metterò una tabella di calcolo per conteggiare la soda, e un utilissimo calcolatore automatico,  così potrete formulare con facilità la ricette dei vostri saponi.  Ma il primo passo da fare è quello di iniziare copiando formule già fatte: copiate ciò che gli altri hanno già sperimentato in modo da far pratica e successivamente sbizzarritevi a creare il "vostro" sapone personalizzato. 


Avete qualche domanda da fare?  Fatela :))

sabato 22 ottobre 2011

LA TRADIZIONE DEL SAPONE FATTO IN CASA

Quella profumata saponetta che regnava sovrana sui lavelli delle nostre nonne e delle nostre mamme non si vede più...ma dov'è finita?
Eppure da piccola ricordo che mia madre sceglieva "la saponetta" come io scelgo il sapone liquido oggi...anche se, a differenza di mia madre, spesso ho fatto le mie scelte sul "contenitore che si intonava con i colori del bagno -  il dispenser ricaricabile da poterci travasare i saponi liquidi più economici del pianeta - scegliendo il profumo che mi ispirava di più"  mai, e dico mai, ho tenuto conto di quello che usavo e dove sarebbe finito, purtroppo.
La mia convinzione ad usare "la saponetta liquida" iniziò dal fatto che il sapone in quel formato sarebbe stato più igienico. Non la toccano tutti, non sbava sul portasapone e sul lavello, non vedo più gli aloni grigi dello sporco che lascia sempre qualcuno....e convinta di tutto ciò non ho mai tenuto conto di quello che usavo e dove sarebbe andato a finire, senza biodegradarsi completamente.

"Questo è il pentolone dove tua nonna bolliva il sapone" disse mia madre mentre rovistavamo in soffitta, togliendomi una vecchia e annerita pentola dalle mani. Profumava ancora di qualcosa, di sapone, forse sentivo aromi e profumi, dopo tanti anni la storia e la tradizione del sapone fatto in casa era li davanti ai miei occhi, vedevo l'immagine sorridente di mia nonna e mille pensieri che mi frullarano per la testa.
Il sapone fatto in casa era economico e non veniva usato solo per lavare i panni, si facevano anche panetti per lavare il corpo tipo "sapone da bagno e capelli" e a sentire chi l'ha usato, riusciva benissimo nell'intento a lavare in modo naturale e semplice.

Pensando che fosse difficile bollire e sobbollire grassi e sostanze caustiche ho fatto passare alcuni mesi prima di decidermi a fare il primo sapone. Non sono un'esperta saponificatrice, anche se spero di diventarlo prima o poi, ma ho tutta la buona volontà di usare materie prime che in primis fanno bene alla mia pelle e non danneggiano il futuro della mia terra. La tradizione unita alla soddisfazione di produrre il sapone in casa "fatto con le mie mani" è una vera poesia.....vuoi mettere l'emozione di attendere che solidifichi e stagioni per poi usarlo la prima volta, avvolgendosi di morbida schiuma profumata di pulito, invece di premere l'erogatore del liquido "chissàcosacedentro"?

sabato 15 ottobre 2011

SAPONE VANIGLIA E CIOCCOLATO


Sapone vaniglia e cioccolato

Ingredienti:

189 g  Strutto
  90 g  Olio di Cocco
  64 g  Olio di Soia
  50 g  Olio di Mandorle dolci

  55 g   Idrossido di Sodio ( soda caustica)
142 g  Acqua demineralizzata

Un cubetto di coccolato fondende e cacao amaro, vanillina
colorante giallo
olio essenziale di vaniglia e cocco
un cucchiaino di amido di mais





8% surgrassante (sconto soda) -  28% concentrazione
64 iodio - 147  INS -  valori dalla durezza al condizionamento: 49-50-50-50-50

Procedimento:


1- Versare gli oli in un recipiente in pirex e scaldare sul fuoco

2- Mettere l'acqua in un altro recipiente e versare sopra la soda caustica.

3- Fare scendere la temperatura delle due miscele a 45° ( o 50°) e unire la soda agli oli. Miscelare con il minipiner fino al raggiungimento del nastro (fantastico nastro!)

4- Dividere il sapone in due contenitore e in una metà unire la vanillina, il colorante giallo e l'olio essenziale di vaniglia e cocco. Nella metà restante aggingere il cioccolato fondente e un cucchiaio di cacao amaro. Dare un'ultima emulsionata con il minipiner prima di colare nello stampo.

5- Versare il sapone alla vaniglia in uno stampo rettangolare e alternare con il sapone al cioccolato.


Commenti personali:
La dose di questo sapone è di 600 gr totale, sufficiente per uno stampo in silicone rettangolare. Ho decorato la superficie con riccioli di sapone, stelline di zucchero e brillantini. Dopo 24 ore l'ho tirato fuori dallo stampo e tagliato a fette come un dolce. Il profumo della vaniglia e del cioccolato sono meravigliosi e la formula di questo sapone è spettacolare!! potete usare questa ricetta per sbizzarrirvi a creare con colori e aromi a piacere...ne vado fiera e sono molto soddisfatta della riuscita.

mercoledì 5 ottobre 2011

SAPONE TUTTA LAVANDA

Sapone tutta lavanda

 Ingredienti:

500 g  Olio di Oliva

  64 g  Idrossido di Sodio (soda caustica)
150 g  Infuso di fiori di lavanda

3 cucchiaini di fiori di lavanda
1 cucchiaino di amido di riso
Olio essenziale di lavanda q.b.

Procedimento:


1- Scaldare l'olio in un contenitore pirex

2- Preparare un infuso di fiori di lavanda e quand'è freddo versare in un altro contenitore unendo la soda caustica

3- Quando le due miscele raggiungono la stessa temperatura di 45° versare la soluzione di soda nell'olio e miscelare con il minipiner fino al raggiungimento del nastro

4- Al nastro aggiungere i fiori di lavanda, l'amido di riso (fissatore profumo) e olio essenziale di lavanda.

Commenti personali:
Un classico e intramontabile sapone, sia per il profumo che per la semplice formulazione. Chi non ha mai provato a saponificare e vuole cimentarsi in questa nuova esperienza, può iniziare da questa ricetta che le farà realizzare un sapone delizioso al tatto e lo spirito. La lavanda, nota per le sue proprietà rilassanti e rigeneranti, vi accompagnerà per tutto il procedimento....per me è stato come miscelare su una nuvola profumata di belle emozioni.

martedì 4 ottobre 2011

IL MIO PRIMO SAPONE GELSOMINO E ROSA

Sapone gelsomino e rosa
Ingredienti:


500 g  Olio di Oliva
100 g  Olys (olio di cereali misti e frutti)
  75 g  Olio di Mandorle dolci
  50 g  Olio di Soia
  15 g  Olio di Jojoba

  96 g  Idrossido di Sodio (soda caustica)
225 g  Acqua demineralizzata

Olio essenziale di Gelsomino e Legno di Rosa q.b.
Un cucchiaino di amido di riso (per fissare il profumo)

Procedimento:

1- Scaldare gli oli in un contenitore pirex

2- Versare l'acqua in un altro contenitore e unire la soda caustica

3- Quando le due miscele raggiungono la stessa temperatura di 45°, versare la soluzione di soda negli oli e miscelare con il minipiner fino al raggiungimento del "nastro"

4- Al nastro aggiungere l'amido di riso e gli oli essenziali di gelsomino e legno di rosa.

Commenti personali:
La scelta dei grassi è importante per la riuscita di un buon sapone, non solo bello da vedere ma anche funzionale. Oltre alla scelta dei grassi anche le dosi influiscono sostanzialmente sulla riuscita di un buon sapone. Ho imparato con il tempo, questo è appunto il mio primo sapone, a calcolare ed equilibrare gli ingredienti per realizzare un sapone con tutte le sue caratteristiche ottimali: bassa quantità di iodio (per una maggiore conservazione) durezza, bolle, persistenza, pulizia e condizionamento. Il sapone al gelsomino e rose è poetico e delizioso al tempo stesso ma non è il mio sapone perfetto....